...la più veloce delle fuggitive.la più scellerata delle bambine.la più bella delle dimenticate.la più libera delle incatenate..

Archivio:

oggi
aprile 2003
marzo 2003
febbraio 2003
gennaio 2003
dicembre 2002
novembre 2002
ottobre 2002


Sounds of my steps:
The Blower's Daughter - Damien Rice



mercoledì, aprile 23, 2003
 
tornare quella che ero.
senza far finta che non sia successo niente.
senza coprire il passato.
        amando il passato.
perchè mi avrà reso quella che sarò.
è questa la sfida più grande.
e ho paura.
perchè ho fallito troppe volte.
scritto da Satine | 23:14 |




martedì, aprile 15, 2003
 
Dovrei essere più determinata.
Ho perso energie per strada e cammino sbandando, miro il bersaglio ma quando sto per sparare si frammenta in ombre nebbiose. Mi perdo.
La gente passa con i suoi trofei sotto braccio, mi invita alle sue cerimonie di premiazione. E pensare che una volta ero io ad avere abbastanza forza da incitare persone che adesso mi guardano dall'alto, come fossi finalmente innocua. Animale selvatico rinchiuso in gabbia.
Non so da dove attingere di nuovo l'energia di rimettermi a lottare. Orribile da dire, ma la vita è più semplice quando non si reagisce a niente, quando ci lasciamo scorrere addosso quel che capita e prendiamo le cose così come vengono. Così ho visto tanta gente sopravvivere.
Così avevo giurato di non vivere mai...
scritto da Satine | 10:34 |




domenica, aprile 13, 2003
 
Mi serviva un pensiero per sorridere alla svelta.
L'ho trovato nell'ordine di una pila di vestiti piegata... vestiti da mettere in una valigia. Strati di cose che mi racconteranno su un'altra strada, cotone bianco che si sporcherà di una polvere sconosciuta, profumo che si disperderà in un vento diverso. Amo tutto questo.
Aprire questa valigia nera, così grande, è come aprire all'improvviso tante finestre della mia anima. Mi fermo un'attimo, la testa confusa da immagini sovrapposte e odori lontani eppure così profondamente incisi nella memoria da farmi tornare lì, in tutti quei luoghi.
Per mesi ho avuto una valigia in mano.
Volevo solo scappare e non avevo capito che, per quanto lontano vai, ti porti sempre dietro quello che sei.
Sabbia in un angolo, e non è mare ma deserto, e non è il ricordo di una vacanza ma di un principio di vita andato perso, spezzato in granelli anch'esso.
Presto sarà tempo di ripartire.
Sì, è questo il pensiero per il quale vale la pena di sorridere.
Percorrerò nuovi sentieri senza sapere dove portano, verrò chiamata con altri nomi, guarderò nuovi occhi. E non importa se sarà solo per poco. Questo è il mio ossigeno.
scritto da Satine | 11:03 |




mercoledì, aprile 09, 2003
 
...e com’è distorto il meccanismo che decide la moneta giusta. Non ho mai visto pagare nulla con monete splendenti e dal tintinnio cristallino, mai una volta, ma ho visto le loro, scure e pesanti, passare di mano in mano e comprare fama, gloria, bellezza e cervello… amore.
La scaltrezza con cui riescono a comprare il mondo è pari alla mia stupidità a non volerle avere in tasca.


scritto da Satine | 10:55 |




domenica, aprile 06, 2003
 

Con occhi socchiusi percorro un sentiero perduto nella mia testa, imboccato per caso.
Porta alla voce cantilenante di un pensiero che non trova parole, che corre serpeggiando verso immagini mai viste eppure già conosciute.
Oggi dipingo la canzone che non ho fiato per cantare.
scritto da Satine | 17:53 |




domenica, marzo 23, 2003
 
ONE WEEK AGO.

E' passata solo una settimana. Dio, com'è assurdo quanto riesca a mancare uno sguardo quasi appena assaporato...

Per la prima volta mi trovo senza nulla da dire. Senza nulla da raccontare. O forse solo senza voglia di farlo.

scritto da Satine | 17:28 |




venerdì, marzo 21, 2003
 
forse è la febbre alta,fa scoppiare nella mia testa pensieri assurdi...

Arrivano a sciami.

non ne finisce uno che subito ne arriva un altro,

si diluisce e si mischia al precedente tanto che ad un certo punto non capisco più nulla.

Peggio che da ubriaca.

No, almeno lì sono euforica.

...lava liquida che cola in testa...

nel delirio della mia eccessiva temperatura corporea

ecco quello che ho appena pensato:

non ho mai chiesto a mio padre se ha avuto bambini dal suo primo matrimonio.

Ma no, in fondo non voglio neanche saperlo.

Non mi interessa.

Se glie lo chiedessi so esattamente cosa succederebbe:

mi guarderebbe con un'aria pateticamente interrogativa ed innocente,

mi abbraccerebbe. mi rassicurerebbe:

"come ti è saltato in testa?"

Non voglio la sua tenera compassione.

Ormai sono troppo stronza per volerla.

E' strano.

L'altra sera ho abbracciato Rob.

Mi ha presa in giro dicendo che la mia era mancanza d'affetto.

Solo del tuo, bambino scellerato.
scritto da Satine | 13:24 |




lunedì, marzo 17, 2003
 
Ancora una volta è mattina, è un letto che porta tra le pieghe delle lenzuola sogni di piombo e affanni bollenti. E' stata una notte violenta, logora, ma ora è giorno. Sulle labbra il sapore del caffè appena fatto, la macchinetta era nuova e blu, mi ha strappato un sorriso. C'è il sole. Sto per lavare via i ricordi di poche ore fa con una doccia bollente e bagnoschiuma alla pesca, mi vestirò della mia miglior sicurezza e scriverò sulle palpebre che questa mattina sono davvero molto bella. Sì, lo scriverò.
scritto da Satine | 09:48 |




martedì, marzo 11, 2003
 
scritto da Satine | 20:34 |




sabato, marzo 08, 2003
 

Non per aver percorso tutte le ore che mi separavano da questo giorno come tanti altri, ma per averlo fatto sostenendo ogni sguardo.

A tutte le donne che corrono nella mia direzione.
scritto da Satine | 10:32 |